03/11/2009

nuove recensioni ad Astri :)

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Mayzo (dal forum "pensieri tatuati")

ho trovato i racconti spaventosamente carini, anche se sono brevi riescono a farti lo stesso venire i brividi *-*
considerando poi che io sono una che sente rumori strani dappertutto (anche se non sono in casa da sola) direi che questo libro faceva decisamente al caso mio *-*
fra i racconti che ho preferito...
-il chiarore della luna.. è terrificante perchè ci sono situazioni in cui veramente senti di voler fare del male... per fortuna non ho i poteri della protagonista *-*
-la casa dei picche.. quando ci sono di mezzo case più o meno stregate io non posso non adorare la storia.. poi anche questo povero killer.. dal 1901 attendeva la tipa..la pazienza è la virtù dei forti?! adorabile *-*
-panta rei..vivere in un mondo che esiste solo nella tua testa in questo caso è più che terrificante
-l'alba del terrore..le sembianze di un bambino sono perfette per ingannare le persone.. non ci si può salvare >.<
infine.. il mio preferito
-incubo in pieno giorno.. è davvero davvero angosciante *-* della serie che quando ho guardato io sono leggenda anche una volta uscita dal cinema continuavo ad avere quell'inquietudine addosso.. perchè non solo il protagonista era da solo ma era pure braccato.. questo racconto mi ha ricordato le stesse sensazioni.. terrificante *-*
compliments

 

Da Najaran (dal forum "pensieri tatuati")

Intanto sono una persona molto intelligente, poichè mi sono messa a leggere il libro alle 11.00 di sera della notte di Halloween... oltretutto, mi dicevo "Ah, tanto qui con me c'è Stefania così poi non ho paura di addormentarmi!" ... Dopo aver finito: "Okay, dove cavolo mi nascondo adesso!?"
Bon, detto questo: mamma mia che paura!
I racconti sono brevi ma carichi di tensione, con i momenti di pausa che enfatizzano la drammacità della tragedia in atto: come smettere di leggere anche se lunghi brividi gelati corrono su e giù per la spina dorsale?
I miei racconti preferiti sono:
- il primo, "In vita come nella morte";
- il terzo, "Passaggio sotto la pioggia";
- il nono, "Vupi dormire?";
- il decimo, "Panta rei";
oltre agli altri che sono tutti bellissimi e terrificanti: in ogni racconto la paura è descritta in modo diverso, ma in molti è evidente che - lasciandoper un momento da parte mostri, streghe e fantasmi - la maggiore paura dell'uomo è l'ignoto. Chi di noi, quand'è solo in casa, non fa un gran salto ogni volta che sente uno scricchiolio? Vogliamo parlare delle case stregate? I motivi delle dicerie sono vari, ma la domanda è sempre una: "cosa ci sarà là dentro?"
Oltretutto, ci sono alcuni dei racconti che evidenziano particolarmente la crudeltà dell'uomo come nel primo: c'era davvero bisogno di arrivare a tanto? Luca non poteva semplicemente vegliare su di lei ed attenderla nell'aldilà? Ma si sa, l'uomo è egoista. E vendicativo, come nel nono. Beatrice era davvero tanto colpevole? In fondo, come faceva a sapere cos'era successo?
Alla fine, sono indecisa se quello che mi è piaciuto di più sia il primo o il decimo. Oh, anche il decimo è un piccolo capolavoro: pazzia, pura e semplice pazzia.
Se vado avanti così non la smetto più, meglio che mi fermi qui! Complimenti Federica, sei davvero bravissima!
... che erano quei passi?!

20/10/2009

Non potrete fare a meno di leggerla...

Questa è la più bella recensione che abbia mai ricevuto in assoluto per quanto riguarda le mie due pubblicazioni. In particolare Anita Blake mi ha regalato una fantastica carrellata di opinioni per ogni racconto facente parte della mia antologia ... Buona lettura!

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Non c'è nulla di pretenzioso in questi racconti ed è sotto questa angolatura che devono essere esaminati. Ingenui ma genuini, alla fine dei conti contengono quell'horror puro che spesso, troppo costretto da attenzioni riguardanti la costruzione del pathos, dal succede/non-succede, viene dimenticato. Invece qui una cosa è certa: succede. Qualcosa accade sempre, è pur vero che è sempre la cosa più prevedibile, ma sicuramente accade. Tutto va come deve andare. Affatto per palati fini, sono caramelle horror dal gusto immediato.

Questa antologia è un calderone di idee, ci sono racconti raccolti per non andare dispersi, ci sono esperimenti per vedere se un certo tipo di scene funzionano, e ci sono possibili anteprime per futuri sviluppi.
E' strano come nell'introduzione del romanzo si affermi che non basta infarcire una storia di mostri per scrivere horror, ma che serve l'atmosfera. Il concetto è giusto ma in un'antologia di racconti brevissimi come si può pretendere una costruzione approfondita dell'atmosfera? Non servono in questo caso troppe spiegazioni, per esempio nei finali a volte si cerca di infarcire fin troppo e a volte col risultato di rovinare il tutto. E' quindi difficilissimo giudicare oggettivamente questa raccolta perché, se da un lato si trova molta ingenuità, dall'altro è apprezzabilissimo e addirittura esemplare come, in davvero pochissime pagine di media (il romanzo ne ha in tutto 118 e i racconti sono ben 18!) Federica D'Ascani riesca comunque a intrattenere, in modo altalenante ma con picchi interessanti.

Essenzialmente il problema è quindi che il leit motiv del romanzo è che di solito in un racconto o in un film lo sviluppo, per quanto prevedibile nel peggiore dei casi, è comunque un qualcosa che non ci si aspetta. In questi racconti accade esattamente la cosa più ovvia. Solitamente se c'è qualcosa di soprannaturale, c'è un inganno dietro, una soluzione. In "Astri di paura" assolutamente no. Gli spettri esistono, i mostri esistono. E tu muori. Punto. Ovvio? Sì, ma ovvio nel surreale; ovvio per chi è avvezzo ai racconti dell'orrore. Ecco, questo romanzo, nonostante sia assolutamente per tutti, è particolarmente consigliabile a chi vuole leggere horror per la prima volta. Bambini compresi, anzi diciamo ragazzini, dato che alcune scene sono troppo macabre per essere apprezzate ("apprezzate" e non "capite": non sottovalutiamo i bambini) da chi non è almeno alle scuole medie.

La maggior parte dei racconti è improntata attorno la vendetta. In molti si evidenzia la vendetta come ciclo continuo, come ad accarezzarne la bellezza ma allo stesso tempo denunciarne la stupidità, mettendo in discussione la saggezza dei morti. Altra caratteristica di questa antologia è l'ossessione per il Male di tipo fantastico. I cattivi sono sempre esseri mostruosi o soprannaturali, non c'è presenza di normali assassini. "Astri di paura" è un viaggio con tante tappe verso quel tipo di horror nascosto nel buio, non quello alla luce del sole.
Nessun peccato veniale a livello di editing, magari giusto una limatina ai dialoghi che non dovrebbero andare a capo e non dovrebbe essere presente il maiuscolo per enfatizzare le grida.

Dopo una poesiola, ecco che cominciano i racconti. Attenzione: Nessuno finirà bene!

In vita come nella morte

La moglie è viva e il marito è morto. La moglie sente dei rumori sinistri. Indovinate, chi sarà mai? Bravi.
Un Ghost al contrario. Di solito è il vivo che tenta di riportare in vita il morto. In questo caso lo spettro non è d'accordo su questo punto...
La figura dello spettro è tipica dei racconti di questa antologia, il che fa molto piacere perché questo genere di presenze sembrano essere dimenticate dalla narrativa moderna.

Il chiarore della luna

Diceva Seneca:
<<ALCMENA: E quale può essere un inganno così possente da vincere Alcide?
ERCOLE: Quello, di qualunque genere sia, che possa soddisfare la collera di una femmina.>>

Ed è proprio della collera di una donna che narra questo gioiellino. Infrange persino la piccola grande regola della prevedibilità e il finale fine a sé stesso in questo caso ottiene un valore metaforico: Com'è femmina questo racconto! Raccoglie l'essenza della vendetta, non sarà certo Medea, ma lo sfogo è decisamente liberatorio. Una delle tante piccole Carrie che riempiono questa raccolta.
Da far leggere a tutti i partner maschi, ci penseranno due volte prima di tradire.

Passaggio sotto la pioggia

Ecco il tipico esempio di racconto ovvio in modo imbarazzante. Chi ha mai sentito una qualsiasi ghost-story da parenti o amici avrà praticamente già sentito anche questa banalissima storia. L'ABC. Ma come si diceva, non per questo risulta brutta (nonostante i personaggi siano tutti uomini), sono solo quattro pagine e immaginando che l'autrice volesse solo mettere una storia classica a lei cara nero su bianco, è salvabile.

Il clochard

Un altro classicissimo cliché, quello del patto col diavolo. Vanno tutti a finire male e poteva questo essere diverso? No. Inoltre c'è anche un protagonista maschile, anch'esso tipico di questi "patti", forse più che mai sarebbe stato un utile cambiamento introdurre una donna come protagonista. Come un Dylan Dog poco ispirato.

Incubo in pieno giorno

Molto simpatico, una storia che sembra uscita dai vari film horror a episodi in stile Creepshow. C'è un invasione di mostri che prendono l'aspetto umano e una protagonista in fuga. Niente storia sotto, un divertissment.

La teca delle anime

Altro racconto sulla vendetta, in questo caso con ambientazione ammiccante la Wicca. Stavolta il male mette alla prova prima di dare atto alla vendetta, ma l'arroganza dell'essere umano davanti al potere sarà troppo forte.

La casa dei Picche

Se questa è un'antologia da consigliare come lettura di Halloween, questo racconto lo è più di tutti. Un casa stregata, cosa c'è di meglio per una serata horror-goiardica? Un finale senza senso (mi aspetti da 100 anni prima che nasco?) rovina il racconto, che comunque avendo qualche paginetta in più della media riesce a costruire su un po' di psicologia della protagonista e un minimo di pathos.

Il carillon

Un racconto che riesce a fare della mancanza totale di spiegazioni il suo punto di forza, è horror puro che punta sulle classiche paure del buio e effetti "BUUU!", funzionando davvero bene.

Vuoi dormire?

Altro racconto d'obbligo per la notte di Halloween, non per niente ci è addirittura ambientato. Tra i migliori della raccolta risulta anche l'unico con un buon tocco di thrilling e diverte il lettore sia che rimanga sorpreso sia che riesca a capire il momento chiave prima della spiegazione durante lo spaventoso finale che fa ben sperare sulle potenzialità della scrittrice in questo campo.

Panta rei

Racconto sperimentale che rappresenta probabilmente una metafora dell'adolescenza, fin dal titolo infatti indica il cambiamento. Le motivazioni della seconda parte del racconto purtroppo fanno scricchiolare l'intera struttura, ma come non cadere in ammirazione quando ci si trova davanti una adolescente in preda alla follia (e non solo) che intona questa cantilena:

<<Odiare è bello
odiare è tutto
odiare è ciò che mi resta
dopo la fuga dell'affetto

Allora vi odio
se è una maniera d'amore
Allora vi odio
e capirete perché

Sempre sola
lacrima che scende
nel vostro sguardo vuoto
annegherete>>

Per uno spicchio di agrume

La versione embrionale di una storia più grande? Quello che infatti si presenta come un capitolo zero di un romanzo di licantropi è in realtà una sorta di trattato filosofico sul mondo che da sempre tende all'autodistruzione a causa della malvagità degli esseri umani (lo stesso messaggio del cult movie di Joe Dante "L'Ululato").
La noia che solo un protagonista maschile può dare e fondamentalmente la pesante trama tutta, non lo rendono certo memorabile, ma è interessante osservare come la figura del licantropo sia un qualcosa di diverso dal concetto classico di uomo-lupo, qui il licantropo è un uomo con potenzialità di una bestia, non solo come forza fisica ma anche come pensiero, ecco perché riesce a ragionare sugli errori dell'uomo in maniera così nitida.

Presa!

Racconto stregonesco, che tratta allo stesso tempo sia la classica caccia alle streghe (empatia verso la strega), sia il patto col diavolo (condanna della strega), in un turbine che fa illudere di aver afferrato il bene e invece ci si ritrova comunque nel male. Come al solito niente di memorabile ma è ormai assodata l'estrema bravura dell'autrice nel saper riassumere in poche pagine così tanto.

Sergio, il mostro

Stesso identico discorso espresso in "Per uno spicchio di agrume". Anche questo ha l'aspetto del primo capitolo di un romanzo ma stavolta anziché i licantropi si tratta di vampiri. Purtroppo anche in questo caso il protagonista è maschile, ma la trama è migliore in quanto stavolta c'è più azione e meno filosofia.
Il racconto è liberamente leggibile sul blog dell'autrice e nelle note a margine.

Il riflesso del male

Si torna allo stile dei racconti iniziali, quindi l'horror più ancestrale fatto di mostri e di vendette.
La protagonista alla fine esce di casa tranquillamente dopo aver compiuto tale scempio. Fregandosene dei vestiti, fregandosene degli indizi. In un qualsiasi altro racconto sarebbero stati elementi da additare come atroci sviste, ma servono a far capire che quando si leggono i racconti di Federica D'Ascani, in un certo senso si è sempre ai confini della realtà, perché appesantire il tutto col pensiero della polizia, così noiosamente realistico? Per capire: un po' come il porta-katana sull'aereo in Kill Bill. Tutto è concesso nella fantasia.

Gli Ortopolis

Vincitore del premio simpatia, senz'altro! La protagonista è una scrittrice che sogna di fate e si precipita a scriverne le tracce per la trama prima che le si cancellino dalla memoria. Ma proprio mentre è seduta al computer... beh, è carinissimo da leggere. Sempre molto ingenuo (staccare il cavo di rete no?) ma nessuno mai aveva fuso fate e informatica.

Da un tradimento

Come già lascia a intendere il titolo, altro racconto moralistico sul tradimento, questa volta compiuto dalla donna. Interessante e vincente l'idea di come, nonostante sia il caso inverso del racconto "Il chiarore della luna", anche in questo caso a patire il peggio sarà lo sciocco maschio! Grande Federica D'Ascani dalla parte delle donne!

L'alba del terrore

Altro racconto con una creatura simile al vampiro, ma non proprio in tutto e questo ingannerà la povera protagonista. Di solito la chiusura dei racconti non il massimo, ma in questo caso aumenta di molto la profondità della storia dando spessore e caratteristiche alla creatura, rendendola sottilmente inquietante anziché solo spaventosa.

La falena

I maschi sono come le falene e la loro luce è il fascino delle donne, per loro si è disposti a tutto anche a dimenticare che si avevano altri problemi prima di incontrarne una particolarmente attraente, che condurrà il protagonista di questa storia attraverso un percorso di perdizione e orrori che comincia con l'atmosfera di Eyes Wide Shout e si conclude ovviamente in una fine disgustosa (in senso buono).

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Magari non sarà il libro che vi cambierà la vita ma è consigliabile nelle notti d'inverno, da soli sotto le coperte con luce bassa. Da regalare o da farsi regalare per Halloween, per una lettura di un racconto a testa tra amici davanti un caminetto, sarebbe veramente il dono perfetto per l'occasione.

04/08/2009

Nuove recensioni per Astri di paura!!!

La prima da Roberto Re:

 

Ho conosciuto la Federica con "Dacon - Il delirio del male" non più di un paio di mesi fa. E, per quanto l'horror non sia esattamente uno dei miei generi prediletti, ma nemmeno trascurati, non ho potuto non gustare l'atmosfera, le descrizioni, la capacità linguistica e quella di farti entrare nella storia prendendoti per mano accompagnandoti nei suoi "incubi". "Dacon" è un romanzo, quindi con tutta una sua preparazione particolare, più lunga e accurata di quanto possa essere un racconto breve. Per questo ho voluto provare, con estrema curiosità, questa prova che è completamente diversa dalla precedente.
Perchè se il romanzo ha bisogno della sua tempistica per evolversi, avere un inizio un corpo in espansione e una fine, il racconto breve deve essere immediato. Deve catapultarti subito nella trama e fartela gustare in poche pagine. Bene...direi che anche in questo caso l'esito è più che positivo. Le storie catturano subito l'attenzione, la narrazione è rapida e colpisce subito il segno, le descrizioni delle scene sono di una vividezza quasi visiva che non fai fatica ad immaginarle. Ovviamente qualcuna mi ha colpito di più mentre altre mi sono..come dire..scivolate via. Ma il lavoro, nel complesso, è decisamente accattivante!
E ora...attendiamo il terzo lavoro...

 

La seconda da MP. BLACK!

 

Dopo “Dacon, il delirio del male”, un horror travolgente che tiene il lettore incollato alle pagine del libro, Federica D’Ascani ritorna con una raccolta di racconti assolutamente unici e particolari, in cui l’autrice sviscera le angosce e le paure che più attanagliano l’animo umano, quelle che sfociano principalmente di notte, al buio della nostra camera, o durante un temporale, quando salta la luce e le stanze vengono illuminate solo dai riflessi dei fulmini... Momenti in cui il cuore pulsa all’impazzata e in cui ci si vorrebbe solo svegliare da un incubo che, invece, è reale e che, forse, non ci consentirà di sopravvivere. Racconti adrenalinici, mai scontati o noiosi, che la D’Ascani riesce a padroneggiare con l’esperienza di una scrittrice affermata. Non è facile scrivere libri o racconti horror, perché spesso si tende a cadere nello scontato o nel patetico. Ma non è il caso di questa bravissima autrice che non teme di mettere a nudo le proprie paure per regalarle al lettore, senza sconti di pena o senza “addolcire la pillola”. Un libro consigliato a tutti gli amanti dell’horror o a chi vuole avvicinarsi a questo genere che non smetterà mai di affascinare milioni di lettori in tutto il mondo.

 

La terza da Francesca Angelinelli

 

Brava Federica!

Sono molto contenta e soddisfatta di aver preso questo libro e essermelo finalmente letto. Me lo sono proprio gustato ed è stato davvero un piacere.

Astri di Paura è una breve raccolta di racconti horror dell’autrice Federica D’Ascani, pubblicata da 0111 Edizioni. E, personalmente, l’ho apprezzata molto più dell’esordio letterario di Federica (Dacon, il delirio del male, sempre 0111).

Trovo che lo stile con cui Federica ha scritto questi racconti sia più sottile, più pungente, più preciso, se volete. Li ho trovati più centrati ed incisivi. Inoltre sposo quanto detto da Davide Longoni nell’introduzione alla raccolta sulla difficoltà di scrivere horror e penso che Federica, invece, con questi racconti abbia dimostrato di conoscere i tempi giusti. Ti tiene sulla corda. Ho trovato questi racconti misurati, nel senso di dosati sapientemente nelle loro varie parti per ottenere l’effetto finale.

Tra le altre cose, sempre sposando quando detto da Davide, vorrei ringraziare Federica per aver dimostrato che si può ancora scrivere horror senza per questo essere terribilmente trash e cadere nello splatter. Perché questa racconta grazie alla misura, di cui sopra, secondo me è anche elegante, nel senso che non è mai volgare, non è mai eccessiva, e costruisce il brivido proprio dosando i tempi della narrazione invece che mettendo sulla pagina “sesso&violenza”.

Quindi, mi è piaciuto lo stile, anzi… uno degli appunti che feci a Federica ai tempi della lettura di Dacon fu che lo trovavo in alcuni passaggi un po’ detto, mentre questa particolarità è del tutto assente nei racconti. Quindi, dicevo, buono lo stile. Buona la conoscenza del genere, sia per quanto riguarda le tempistiche, sia per quel che concerne la rivisitazione dei modelli. Ci sono alcuni racconti che riprendono un tipo di storia abbastanza classica, ma che avvincono lo stesso il lettore per la capacità di Federica di lasciarti nel dubbio.

Io poi sono un’amante dei racconti e penso che a volte scrivere racconti sia più difficile che non scrivere un romanzo di 600 pagine, perché nel racconto tutto è concentrato e tutto deve essere centrato e preciso. Per cui sono stata soddisfatta dalla lettura di questa raccolta anche perché ho trovato un’autrice che si è rivelata essere molto a suo agio con questa misura breve.

Interessanti le storie.

Carinissima la copertina!

Tutto perfetto quindi? Beh, non proprio.

Angolo della tirata d’orecchie: Federica, ti chiedo un favore personale. Ti prego, ti supplico, il maiuscolo NO! Io davvero non capisco, sei brava, sai scrivere. Il lettore lo sa che quelle frasi hanno più pathos di altre, anche se NON LE SCRIVI IN MAIUSCOLO! Lo sa perché hai creato l’atmosfera, perché lo stai tenendo per il collo, perché è già lì nella scena con i personaggi. Tra le altre cose vorrei ringraziarti anche per il misuratissimo uso dei punti esclamativi. Dei quali io faccio abbondante uso nel blog, su FB, su msn, insomma dove si scrive per divertimento, ma che tendo sempre a limitare all’essenziale nei romanzi nuovi. Per cui, perché? Perché diamine eviti così bene i punti esclamativi e poi mi SCRIVI LE BATTUTE IN MAIUSCOLO??????

Credimi, è fastidioso. È un’inutile imboccata al lettore. Di cui, davvero, non hai bisogno. Ad ogni modo, maiuscolo e qualche problema di editing a parte, Astri di Paura è davvero una bella raccolta. Per cui complimenti! E tre aNobiane stellette belle piene, gialle e luminose!

 

 

Grazie!!!!!!!!!!

27/07/2009

Commenti su Astri di paura!!!!!!!!!!!!

 

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Commento di Barbara Risoli:

 

L’ACRE SAPORE DELLA VENDETTA

Racconti. I racconti di Federica d’Ascani. Brevi. Frecce. Madidi di rabbia, violenza, visioni nefaste all’ennesima potenza. La D’Ascani, come la Reed e la Gervasone, resta un’autrice per gli eletti del genere, nel senso che per leggere l’horror, lo devi amare. Ma la D’Ascani non smentisce se stessa, la genialità e la capacità narrativa espresse con il suo capolavoro DACON IL DELIRIO DEL MALE, restano, si mostrano e danno strada a molte idee. La scrittura è ricercata, alcuni vocaboli volutamente insoliti, le situazioni esasperate all’estremo, le scene cruente, dettagliate e feroci. Aleggia in molti racconti una particolare propensione alla descrittività erotica, intelligentemente tagliata dall’autrice che sarebbe sforata in un terreno non richiesto dal genere. Lo ripeto, questo libro è una fucina di idee che probabilmente verranno sviluppate in romanzi o che per lo meno l’autrice vorrebbe trasformare in qualcosa di più corposo. La scrittura è la stessa già conosciuta, pecca forse di qualche aggettivo in più, ma niente di fastidioso, e indugia sui finali che lasciano il tremito necessario ma che, secondo me, non soddisfano pienamente chi li ha scritti.
La psicologia della scrittrice è palese, mi si conceda questa nota. L’animo della D’Ascani freme, la sua rabbia è latente e feroce, sfoga un malessere interiore con la scrittura ed è cosa buona, visto il risultato. Non è il demoniaco a governare il suo animo, il suo è un inganno, piuttosto è la vendetta in ogni salsa a ispirarla. La fantasia è notevole, sono certa che ad una persona come lei basta un colpo d’occhio ad una cosa qualunque per farne un racconto, se non un romanzo. Per nulla deludente la seconda uscita di questa giovane e promettente autrice che porta avanti una bandiera difficile in Italia, quella degli scrittori horror. Non mi tiro indietro: c’è trippa per gatti nel nostro Paese e Federica D’Ascani fa parte dei nostri migliori esponenti. Consigliato… solo a chi ama il genere, si intende.

 

Commento di Alessandra Paoloni:

 

Finito proprio ieri........Che dire.......Federica mi fa tornare la voglia di leggere e scrivere horror.......
E non sbagliai quando lessi Dacon e definii Federica "la piccola King". Con questa raccolta di racconti, la nostra cara Fede affronta le paure umane in modo viscerale e terribile, la paura dell'ignoto, la vendetta, il mistero della morte. Brevi incubi, ma tanti profondi che quando si legge si ha davvero l'impressione di sognare e di ridestarsi poi rabbrividendo. Le descrizioni raccapriccianti di morti e sangue sono così bene dettagliate che non possono che fare ribrezzo; ma questo "particolare" entusiasma il lettore anzichè allontanarlo dalla pagina. E Dio ha concesso a pochi il potere di descrivere la vendetta, uno tra i sentimeni umani più terribili, che ricorre spesso nei racconti e che si esprime in un desiderio di morte e distruzione che annienta ogni cosa, anche l'orrore. La morte e la vita si fondono e si confondono ("Passaggio sotto la pioggia" e "In vita come nella morte"), i "diversi" diventano uomini comuni nella loro descrizione psicologica ("Per uno spicchio di agrume") e alcuni dei personaggi subiscono una metamorfosi fisica così intensa ("Il riflesso del male", "Da un tradimento") degna di un racconto kafkiano......Ma fate attenzione a definire i racconti di Federica come brevi storie raccapriccianti di mostri e fantasmi. Queste brevi storie, come già accennavo sopra, fanno luce sul buio delle nostre paure e tentano di rispondere ad alcuni quesiti umani: c'è qualcosa dopo la morte? In ognuno di noi c'è davvero un lato "oscuro" pronto a trasformarsi dominato dalla rabbia e dal furore di vendetta? La via della vendetta poi è sempre la più facile e la più breve? E infine che cos'è l'orrore, da dove nascono le nostre paure? Credo che Federica, almeno ad un paio di queste domande, sappia come rispondere..............

 

Che dite.... Lo leggiamo questo Astri di Paura????????????????????

20/07/2009

Astri di paura: il booktrailer!

Mi sono cimentata nella faticaccia e... è uscito questo video qui!

09/07/2009

Astr di paura... +40!

Ebbene, ragazzi, non sarà molto ma per me rappresenta sempre una bella soddisfazione...

Le copie arrivate giovedì sono praticamente finite (ne sono rimaste 2) e ho provveduto già al nuovo ordine... Beh, son pochine, lo riconosco, ma in una settimana meglio di niente belli!

Chiunque desiderasse una copia del libro non esiti a contattarmi

Dacon, il delirio del male - 0111 edizioni

Astri di paura - 0111 edizioni

03/07/2009

Ecco le mie creaturine una vicino all'altra!

Chiunque desiderasse una copia del mio libro può ordinarlo in qualsiasi libreria d'Italia, ordinarlo su internet o contattare direttamente me!

 

Foto0156.jpgAstri di paura

0111 edizioni

120 pagine circa, prefazione di Davide Longoni

D'Ascani Federica

 

 

04/06/2009

ASTRI DI PAURA E' IN PREVENDITA!!!!

Ragazzi ci siamo! E' arrivata ieri la copertina e la prevendita è già online sul sito del giralibro! Ebbene, vi godrete questi raccontini?

Intanto vi potete accontentare della copertina (che per me è FANTASTICA!)

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e di questo:

Dalla quarta di copertina:

Si chiudono gli occhi, i pensieri si distendono e come tentacoli si immergono nella notte, scura. E' un momento fugace, ma intenso, mentre l'incubo si insinua, penetrante, laddove le paure sono racchiuse saldamente. Il terrore esplode e il fiato cresce, si innalza e gonfia i polmoni. Un momento dopo è grido nel buio.

Benvenuti nei miei sogni...

 

Questo il link per prenotare il libro...

http://www.ilgiralibro.com  (ragazzi, è il link sulla destra di questo blog)

Andare in "Horror noir" sulla sinistra, scegliere categoria "commerciale" e il gioco è fatto!

 

 

Ragazzi, aiutatemi  a spargere la voce!!!

 

 

03/06/2009

ASTRI DI PAURA SULLA RAMPA DI LANCIO!

Ci siamo, ragazzi, è arrivato il file in pdf! Adesso non mi resta altro da fare che approvare la versione e rimanere in attesa della copertina (spero abbiano scelto la prima tra quelle che avevo segnalato... fumettistica!) Vi sto anticipando molto, ma è anche vero che alcuni racconti li avete visti, parzialmente, su queste pagine. Ovviamente sono stati rivisitati, corretti, ampliati... Ma manca poco! E mi raccomando: questo libro sarà di circa 120 pagine... Un piccolo sforzo lo potete fare! Comprate questo libricino... E poi vedrete che la sete di Dacon vi catturerà!

A breve posterò l'immagine della copertina così comincerete a familiarizzare con le vostre future letture notturne...

Per il resto... qualche novità... qualche cosa vecchia... tanti freni mentali e tanta voglia di ridere!