11/12/2009
I Cariolanti di Sasha Naspini
09:36
Scritto da: nuvoletta141
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09/12/2009
Warewolf di Francesca Angelinelli
Draculiano
Cos'è tutta quella ritrosia ad accompagnare, di notte, Kateleen alla casa dei Werewolf? Possibile che ogni vetturino della zona si rifiuti categoricamente di uscire di notte, specialmente con la luna piena? Le leggende contadine sono così tanto radicate nelle menti di quei paesani da pregiudicare l'arrivo di Kateleen a casa del cugino adottivo? Impossibile. Eppure... Eppure c'è una sorta di terrore negli occhi della locandiera, e poi quello strano O'Connor... Che sia un cacciatore è fuor di dubbio, ma di cosa? Di selvaggina o di lupi? Ed esiste sul serio una bestia paurosa dalla quale tenersi alla larga? Specialmente nel bosco di Wildfell Hall? Tutte baggianate, ma il cuore della fanciulla batte forte... Che non siano, poi, tutte chiacchiere di paese quelle che si rincorrono di bocca in bocca?
Francesca Angelinelli, in questo romanzo, ha superato sé stessa. E' una mia modesta opinione, certo, ma ho apprezzato questo libro in maniera che va oltre il piacere effimero di una lettura. Lascia dentro qualcosa, per com'è scritto, per come le scene vengono descritte in maniera delicata ma puntuale. Si percepisce il gusto dell'antico, del mondo superstizioso di un tempo. Un moderno Dracula, anche se il protagonista è tutt'altro che vampiresco. Una cosa che poi mi ha particolarmente catturata è la sensazione di leggere un autore navigato, esperto, bravo. Si, Francesca Angelinelli è brava e non mi si venga a dire il contrario. Lettura scorrevole, personaggi ben dettagliati, caratteri delineati in modo puntuale e preciso e coinvolgimento emotivo vivo. Magari risulterà, per alcuni, un po' scontato, ma... Rimane un piacere leggere una bella storia ben scritta. Consigliatissimo.
15:14
Scritto da: nuvoletta141
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02/12/2009
Come diventare Bella, Ricca e stronza di Giulio Cesare Giacobbe
Chi l'ha detto che per essere belle noi donne dobbiamo portare una taglia 42, avere una 4 di seno e un sedere da panico? Se una donna è una strafiga stratosferica, ma un burattino nel letto, la bellezza se la da in faccia.
Bene, partendo da questo presupposto si snoda tutta la filosofia di Giacobbe, che non è null altro se non quello che dicono da secoli le nonne. E non è retorica o maschilismo, è realtà. Se la donna solo volesse, potrebbe rigirarsi chi vuole quando e come vuole. E' solo un discorso di seduzione. Ma alla donna moderna sembra che questo concetto faccia quasi schifo, la veda come una cosa immorale. A tutte piace essere e sentirsi belle. Ma se una, in casa, va in giro col pigiama di flanella non potrà mai essere appetibile come una gattina con le coulotte, converrete con me. Ma no, la donna dice: no, questo è un discorso maschilista perchè l'uomo deve accettarmi per quello che sono, indipendentemente dal mio abbigliamento. Giusto, questo dopo qualche anno di matrimonio. Ma ragazze, le troie stanno ovunque, inutile negarlo, e se una si vuole tenere stretto il proprio uomo tocca dar retta alle nonne che c'hanno sempre avuto ragione, come per i rimedi naturali contro il raffreddore.
Mistero, seduzione, movimenti sinuosi, sesso. Non parlarne in maniera sporca o diretta, ma allusiva, sensuale. E' una guerra. E non scandalizziamoci di tutto questo, ne ho sentite tantissime lamentarsi perchè il marito o il fidanzato se ne andava con un'altra, magari molto più brutta. Perché? Si vede che gliel'ha data meglio! Questa è la realtà.
In finale, Giacobbe non dice nulla di innovativo, sono tutte cose che una donna sa, ma che fa finta, con sé stessa, di non conoscere perché le conviene per la sua incoerenza. Leggere questo libro fa bene alla donna, meno all'uomo perché è ben consapevole di ciò che è e di ciò che vuole. Ma la donna... Potrebbe rischiare anche di evolversi! E chi parla di questo libro come una "cagata", forse deve ancora prendere tanti calci nel sedere per capire come, in effetti, va il mondo. Indipendentemente dalle relazioni uomini donne. Siamo donne e tocca usare il potere che Dio c'ha dato, c'è poco da dire!
09:55
Scritto da: nuvoletta141
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Il lettore viene immerso nella lettura di una sorta di diario e, pagina dopo pagina, vede crescere il protagonista, Bastiano, palpitando con lui tutte le avventure di cui diventa vittima e carnefice; il distaccamento emotivo risulta impossibile. Nonostante la crudezza delle immagini, la storia della guerra viene sviluppata in un tono semplice e infantile, tipico di chi non ha mai studiato e tipico di chi, per sopravvivere, ha lottato alla stregua di un animale. Si ripercorrono il terrore della fame, quella nera, quella che ti mangeresti anche un uomo pur di masticare; la terribile realtà passata dei campi di sterminio, la bestialità dei tedeschi, l'inadeguatezza della gente comune davanti alle atrocità dei potenti. E la crudezza dei genitori, quelle persone che dovrebbero formare il proprio figlio per affrontare la vita. Ma il lettore vive Bastiano dalla sua infanzia, lo vede crescere e respira con lui l'amore negato, un affetto mai conosciuto e il brutto di essere nati "di traverso". Perché quando uno arriva a pensare alla gattabuia come un esperienza positiva, il resto è una schifezza.
Ciò che colpisce è il cambiamento di ritmo, di linguaggi, di proprietà lessicali che contraddistinguono le vari fasi del racconto. Il tutto narrato dallo stesso autore, Sasha Naspini, che mostra e dimostra un talento innato in quello che è il suo mestiere di diritto. Lo scrittore. E si ha piacere di leggerlo, questo autore, si ha piacere di girare ogni pagina con il fiato sospeso, si ha la curiosità di sapere cosa accadrà. Sembra scontato perché, in fondo, un libro questo dovrebbe fare. Ebbene, non sempre è semlice riscontrare tanti meriti in una storia unica. Naspini c'è riuscito. E merita di essere letto da quanta più gente sia possibile. E sottoscrivo ciò che ho pensato alla fine della mia lettura: questo è un libro che dovrebbero consigliare alle classi delle superiori. Per comprendere, in parte, cosa diavolo significa la guerra, la fame e l'ignoranza. Devo solo fare i miei complimenti e correre ad acquistare i precedenti lavori di Sasha, perché, son certa, potrò vivere altri momenti di grande lettura come questo.